Coronavirus: sospesi i termini per le agevolazioni prima casa fino al 31 dicembre 2020

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Buone notizie, sul fronte del bonus “prima casa”, arrivano dal decreto legge n.23 del 2020.

Il decreto “liquidità” ha infatti sospeso i termini dalla normativa prevista in tema di agevolazione per l’acquisto della prima casa, prevedendo all’art.24 che “I termini previsti dalla nota II-bis all’articolo 1 della Tariffa parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nonche’ il termine previsto dall’articolo 7 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per il riacquisto della prima casa, sono sospesi nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020”.

 

Per capire meglio la sospensione in oggetto occorre chiare alcuni punti. Innanzitutto, l’agevolazione per l’acquisto della prima casa si sostanzia in una riduzione dell’imposta di registro o dell’imposta sul valore aggiunto usufruibile per chi acquisti la “prima casa”, a patto che essa consista nell’acquisto di un immobile non di lusso (vengono eccettuate le abitazioni A/1 di lusso ed A/8 ville e A/9 Castelli e palazzi di eminenti pregi).

Inoltre, qualora l’acquirente sia residente in altro comune e non lavori nel comune ove è sito l’immobile, entro 18 mesi dall’atto di acquisto dovrà trasferire la sua residenza in quello dove esso è situato, a pena di sottrazione dell’agevolazione concessa. Questo termine è stato sospeso dall’art.24 pertanto, qualora decorra tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020, sarà sospeso e riprenderà a decorrere solo dal 1 gennaio 2021.

Ciò significa che se un contribuente ha acquistato la prima “casa”, con i benefici della normativa in materia, e il termine per lo spostamento della residenza decorreva nel periodo in oggetto, questo sarà sospeso fino al 1 gennaio 2021, data in cui tornerà a decorrere per la residua parte.

Analogamente dicasi nel caso in cui il contribuente acquisti la prima casa, usufruendo dei rispettivi vantaggi, pre-possendendone un’altra. Ciò gli è consentito sempre che, l’immobile pre-posseduto, sia venduto entro il termine di 12 mesi dall’acquisto del secondo. Anche detto termine qualora decorra tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020, sarà congelato e riprenderà a decorrere solo dal 1 gennaio 2021 per la residua parte.

Infine, viene previsto che la casa, acquistata con i benefici in commento, non possa essere venduta entro cinque anni dal suo acquisto a pena di sottrazione dei benefici concessi. Nel caso in cui il contribuente prima ottenga l’agevolazione e di poi ceda l’immobile, egli verrà sanzionato con il pagamento dell’imposta di registro ordinaria e “una sovrattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte”. Purtuttavia le sanzioni previste e la sottrazione del beneficio non si applicheranno qualora il contribuente, entro un anno dall’alienazione, proceda ad acquistare un altro immobile da adibire a propria abitazione principale. Anche questo termine sarà sospeso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020 e continuerà a decorrere per la residua parte solo dal 1 gennaio 2021.

All’ultimo comma dell’art.24, il decreto-legge “liquidità”, per un’evidente esigenza di collegamento, chiarisce che tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020 è sospeso altre-sì il termine per il “ riconoscimento del credito d’imposta per il riacquisto della prima casaprevisto dall’art.7 della l.n.448 del 1998.

Questo articolo prevede che “Ai contribuenti che provvedono ad acquistare, a qualsiasi titolo, entro un anno dall’alienazione dell’immobile per il quale si è fruito dell’aliquota agevolata prevista ai fini dell’imposta di registro e dell’imposta sul valore aggiunto per la prima casa, un’altra casa di abitazione non di lusso, in presenza delle condizioni di cui alla nota II-bis dell’articolo 1 della tariffa, parte I, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, è attribuito un credito d’imposta fino a concorrenza dell’imposta di registro o dell’imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione al precedente acquisto agevolato”.

Tanto per dire che, qualora un contribuente acquisti entro un anno dalla vendita dell’immobile, per cui ha usufruito delle agevolazioni fiscali previste dal Bonus prima casa, un nuovo immobile che rispetti ugualmente i requisiti della normativa citata avrà diritto ad un credito d’imposta pari all’imposta di registro o imposta sul valore aggiunto versata per il precedente acquisto.

Anche questo termine sarà sospeso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020 e continuerà a decorrere per la residua parte solo dal 1 gennaio 2021.

Concludendo, con la sospensione di tutti i termini predetti per 313 giorni, ossia dal 23 febbraio al 31 dicembre del corrente anno, il legislatore ha teso evitare che, a causa della paralisi del paese dovuta al fenomeno del Coronavirus, maturassero decadenze e sanzioni a carico dei contribuenti.

Difatti, tutte le attività previste per ottenere e/o non decadere dalle agevolazioni fiscali in commento, sono attività incompatibili con le restrizioni imposte dalla copiosa decretazione d’urgenza che ha limitato la circolazione delle persone, potendo provocare nel breve-medio periodo decadenze e sanzioni “incolpevoli”.

Avv. Daniele Giordano

(collaboratore dello Studio d’Ambrosio Borselli presso la sede di Napoli)

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