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Legge 3/2012: cosa prevede e come funziona oggi il sovraindebitamento

Maggio 26, 2026by Redazione

Legge 3/2012: cosa prevede e come funziona oggi il sovraindebitamento, chi può accedere e come ridurre o cancellare i debiti

 

Negli ultimi anni il fenomeno del sovraindebitamento è diventato sempre più diffuso. Famiglie, lavoratori autonomi, piccoli imprenditori e professionisti si trovano spesso a convivere con una situazione economica divenuta ormai insostenibile: mutui non pagati, finanziamenti accumulati nel tempo, cartelle esattoriali, debiti fiscali, pignoramenti e procedure esecutive che rischiano di compromettere definitivamente la serenità personale e familiare.

Molte persone, quando iniziano a ricevere solleciti continui da banche e finanziarie oppure quando viene notificato un atto di pignoramento, credono di non avere alcuna possibilità di uscire dal problema. In realtà, il nostro ordinamento prevede strumenti giuridici specifici che consentono al debitore in difficoltà di ristrutturare i propri debiti e, in determinati casi, di ottenere perfino la cancellazione della parte residua non più sostenibile.

La normativa che per anni ha rappresentato il principale punto di riferimento è stata la Legge 3/2012, conosciuta anche come “legge salva suicidi”. Oggi quella disciplina è stata assorbita e aggiornata dal nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, ma continua a essere comunemente identificata con il nome originario proprio perché ha segnato una svolta decisiva nella tutela del debitore.

In qualità di avvocati specializzati nel diritto delle esecuzioni immobiliari e nella difesa del debitore, in questo articolo parleremo di cosa prevede oggi la normativa sul sovraindebitamento, di chi può accedere alle procedure, di quali vantaggi concreti è possibile ottenere e di come queste soluzioni possano aiutare a fermare pignoramenti, bloccare aste immobiliari e recuperare una stabilità economica.

 

Quando una persona è considerata sovraindebitata?

Quando si parla di sovraindebitamento si fa riferimento a una situazione nella quale una persona non riesce più a far fronte regolarmente ai propri debiti. Non si tratta semplicemente di avere delle esposizioni economiche, ma di trovarsi in un persistente squilibrio tra ciò che si deve pagare e le reali possibilità economiche disponibili.

In termini pratici, il sovraindebitamento si verifica quando il reddito e il patrimonio del debitore non sono più sufficienti a sostenere mutui, prestiti, rate e obbligazioni assunte nel tempo.

Le cause possono essere molteplici. Spesso all’origine della crisi vi sono eventi improvvisi e imprevedibili, come la perdita del lavoro, la riduzione del fatturato di un’attività, una separazione familiare, problemi di salute o un generale peggioramento delle condizioni economiche.

In altri casi il sovraindebitamento nasce da un accumulo progressivo di finanziamenti che, inizialmente sostenibili, diventano col tempo impossibili da gestire.

Il legislatore ha introdotto strumenti specifici proprio per evitare che il debitore rimanga schiacciato dai debiti per tutta la vita, senza alcuna concreta possibilità di recupero.

 

Dalla Legge 3/2012 al nuovo Codice della Crisi

La Legge 3/2012 è stata una vera rivoluzione nel panorama giuridico italiano. Prima della sua introduzione, infatti, molti soggetti non potevano accedere alle procedure concorsuali previste dalla legge fallimentare e restavano esposti indefinitamente alle azioni dei creditori.

Con l’entrata in vigore del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, la disciplina è stata profondamente riformata e modernizzata. Oggi le procedure sono più organiche, più accessibili e maggiormente orientate alla tutela del debitore meritevole.

Nonostante il cambiamento normativo, però, si continua ancora a parlare di “Legge 3/2012” perché l’impianto originario e le finalità della normativa sono rimasti sostanzialmente invariati: offrire una seconda possibilità a chi si trova in una situazione economica ormai compromessa.

La riforma ha introdotto importanti novità, tra cui:

  • procedure più snelle;
  • maggiore tutela del consumatore;
  • riduzione delle tempistiche;
  • ampliamento dei casi di esdebitazione;
  • nuovi strumenti per il debitore incapiente.

L’obiettivo centrale resta quello di consentire al debitore onesto di uscire dal peso dei debiti e reinserirsi nel circuito economico e sociale.

 

Chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento

Uno degli aspetti più importanti riguarda i soggetti che possono beneficiare di queste procedure.

La normativa è stata pensata principalmente per tutti coloro che non possono accedere alle tradizionali procedure fallimentari.

Rientrano quindi tra i possibili beneficiari non soltanto i privati cittadini, ma anche numerose categorie di lavoratori e piccoli operatori economici.

Possono accedere alle procedure di sovraindebitamento:

  • consumatori e famiglie;
  • lavoratori dipendenti e pensionati;
  • liberi professionisti;
  • lavoratori autonomi;
  • imprenditori agricoli;
  • piccoli imprenditori;
  • start-up innovative;
  • associazioni ed enti non commerciali.

La figura più frequentemente coinvolta è quella del consumatore, ma chi è il consumatore secondo la normativa? Il consumatore è la persona fisica che ha contratto debiti per esigenze personali o familiari e non per attività imprenditoriali.

Pensiamo, ad esempio, a chi non riesce più a sostenere il pagamento di mutui, prestiti personali, finanziamenti o cartelle esattoriali.

Proprio per queste situazioni la normativa offre strumenti molto efficaci che consentono di ridurre il peso dei debiti e costruire un piano sostenibile.

 

Quali debiti possono essere inclusi

Uno dei principali vantaggi delle procedure di sovraindebitamento consiste nella possibilità di includere una vasta gamma di debiti.

Rientrano normalmente nella procedura i debiti verso banche, finanziarie, Agenzia delle Entrate, fornitori e privati. Possono quindi essere oggetto di ristrutturazione mutui, prestiti personali, esposizioni fiscali, debiti condominiali, scoperti bancari e fideiussioni.

I debiti fiscali possono essere inseriti? Molto spesso il debitore teme che i debiti fiscali non possano essere trattati all’interno di queste procedure.

Invece, Sì. Anche i debiti verso Agenzia delle Entrate e Agenzia Entrate-Riscossione possono essere inseriti nelle procedure di sovraindebitamento, seppure con specifiche regole previste dalla legge.

Restano invece esclusi alcuni debiti specifici, come gli obblighi di mantenimento e determinate sanzioni di natura penale.

È fondamentale, in ogni caso, che il debitore rappresenti in modo completo e trasparente la propria situazione patrimoniale e reddituale. La correttezza delle informazioni fornite costituisce infatti uno degli elementi essenziali per l’accesso alla procedura.

 

Le procedure previste oggi dalla normativa

Con il nuovo Codice della Crisi le procedure previste dalla vecchia Legge 3/2012 hanno assunto nuove denominazioni, pur mantenendo finalità molto simili.

Le principali procedure oggi utilizzate sono:

  • la ristrutturazione dei debiti del consumatore;
  • il concordato minore;
  • la liquidazione controllata;

Ognuna di queste soluzioni risponde a esigenze differenti e deve essere valutata attentamente in base alla posizione del debitore.

  1. La ristrutturazione dei debiti del consumatore

La ristrutturazione dei debiti del consumatore rappresenta l’evoluzione del vecchio Piano del Consumatore ed è oggi una delle procedure più utilizzate.

Si tratta di uno strumento particolarmente importante perché consente al debitore di presentare un piano sostenibile senza dover necessariamente ottenere l’approvazione dei creditori. Sarà infatti il giudice a valutare la fattibilità della proposta e la correttezza del comportamento del debitore.

Questo significa che il consumatore può ottenere una forte riduzione del proprio debito anche contro il dissenso delle banche o delle finanziarie, purché il piano risulti equilibrato e realistico.

Nella pratica, la procedura consente di ridurre le rate, riorganizzare i pagamenti e bloccare le azioni esecutive in corso. In molti casi può rappresentare uno strumento decisivo per evitare la perdita della casa all’asta.

Esempio pratico

Un debitore con:

  • 140.000 € di debiti bancari;
  • 35.000 € di cartelle esattoriali;
  • stipendio da 1.700 € mensili;

potrebbe ottenere un piano di pagamento sostenibile con riduzione dell’esposizione complessiva e sospensione delle procedure esecutive.

  1. Il concordato minore

Il concordato minore ha invece sostituito il vecchio accordo di composizione della crisi ed è rivolto principalmente a professionisti, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori.

In questo caso il debitore presenta una proposta di ristrutturazione ai creditori sulla base delle proprie effettive capacità economiche. A differenza della procedura del consumatore, qui assume rilievo il consenso della maggioranza dei creditori.

L’obiettivo rimane comunque quello di consentire una gestione sostenibile della crisi, evitando il collasso definitivo dell’attività economica e permettendo, quando possibile, la prosecuzione dell’attività lavorativa o imprenditoriale.

  1. La liquidazione controllata

Quando non esistono le condizioni per costruire un piano sostenibile, il debitore può accedere alla liquidazione controllata.

Questa procedura comporta la messa a disposizione del patrimonio per soddisfare, almeno parzialmente, i creditori. Tuttavia, non bisogna immaginare la liquidazione come una punizione o una perdita totale di ogni bene.

La normativa tutela infatti il diritto del debitore a mantenere condizioni di vita dignitose e prevede, soprattutto, la possibilità di ottenere successivamente l’esdebitazione, cioè la cancellazione definitiva dei debiti residui non pagati.

Per molte persone questa rappresenta l’unica concreta possibilità di chiudere definitivamente una situazione economica ormai irreversibile.

L’esdebitazione del debitore incapiente: una delle novità più significative introdotte negli ultimi anni è l’istituto dell’esdebitazione del debitore incapiente. In presenza di determinati requisiti, il Tribunale può concedere la cancellazione dei debiti anche senza alcun pagamento.

Questa procedura è pensata per chi non possiede alcun patrimonio e non ha redditi sufficienti da offrire ai creditori.

Si tratta di uno strumento di enorme importanza sociale perché consente al debitore totalmente incapiente di non restare intrappolato a vita in una situazione impossibile da risolvere.

Naturalmente il beneficio è riservato al debitore meritevole, cioè a chi non abbia agito con dolo, frode o grave irresponsabilità.

 

Il ruolo dell’Organismo di Composizione della Crisi

Nelle procedure di sovraindebitamento svolge un ruolo centrale l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC).

L’OCC è il soggetto incaricato di assistere il debitore nella predisposizione della procedura e di verificare la correttezza della documentazione presentata.

Il gestore della crisi analizza la situazione economica del debitore, valuta la fattibilità del piano e redige una relazione che verrà poi esaminata dal Tribunale.

Si tratta di una figura fondamentale perché il giudice basa gran parte delle proprie valutazioni proprio sulla relazione predisposta dall’OCC.

Per questo motivo è estremamente importante affidarsi a professionisti esperti in grado di interfacciarsi con questi Organismi e di costruire una strategia giuridica efficace e sostenibile.

Per saperne di più in merito leggi il nostro articolo: “Sovraindebitamento: a chi rivolgersi per risolvere la crisi da debiti?”.

 

Si possono bloccare pignoramenti e aste immobiliari?

Sì. Uno degli aspetti più importanti della normativa riguarda proprio la possibilità di sospendere le procedure esecutive.

L’apertura di una procedura di sovraindebitamento può infatti comportare la sospensione di:

  • pignoramenti immobiliari;
  • aste giudiziarie;
  • pignoramenti dello stipendio;
  • pignoramenti del conto corrente;
  • azioni cautelari ed esecutive.

Nel settore delle esecuzioni immobiliari questo rappresenta uno strumento particolarmente importante. Molti debitori si rivolgono a un avvocato quando la propria abitazione è già stata pignorata o addirittura messa all’asta.

In diversi casi, però, la procedura di sovraindebitamento consente di intervenire tempestivamente e creare una soluzione alternativa alla vendita forzata dell’immobile.

Ovviamente ogni situazione deve essere valutata singolarmente, perché non esistono strategie valide in modo automatico per tutti i casi.

 

La meritevolezza del debitore

Per ottenere l’accesso ai benefici previsti dalla normativa è necessario dimostrare l’assenza di dolo o colpa grave nel sovraindebitamento.

Il giudice deve verificare che il debitore non abbia creato la situazione di sovraindebitamento con dolo o frode e che abbia mantenuto un comportamento corretto e collaborativo.

Questo non significa che il debitore debba essere privo di errori nella gestione economica. La legge è stata pensata proprio per aiutare chi, pur avendo commesso scelte sbagliate o affrontato eventi difficili, si trovi oggi in una situazione insostenibile.

Ciò che conta davvero è la buona fede e la volontà concreta di affrontare il problema attraverso un percorso trasparente e conforme alla legge e soprattutto che l’indebitamento non sia provenuto da scelte futili, come l’acquisto di un auto di lusso o altre vicende “evitabili” nella vita economica del debitore.

 

Perché è importante agire tempestivamente

Uno degli errori più frequenti è attendere troppo prima di chiedere assistenza legale.

Molte persone cercano aiuto soltanto quando il pignoramento è già iniziato o quando la casa è ormai vicina alla vendita all’asta. In realtà intervenire tempestivamente consente di avere maggiori margini di manovra e più strumenti di tutela.

Prima si affronta il problema, maggiori sono le possibilità di:

  • ridurre il debito;
  • proteggere il patrimonio;
  • evitare ulteriori interessi e spese;
  • bloccare le procedure esecutive;
  • costruire un piano sostenibile.

Ignorare la situazione, al contrario, porta quasi sempre a un aggravamento progressivo della posizione debitoria.

 

Esperienza pratica nel sovraindebitamento

In questi anni lo Studio Legale d’Ambrosio Borselli ha assistito numerosi clienti coinvolti in procedure esecutive, pignoramenti immobiliari e gravi situazioni debitorie.

In diversi casi è stato possibile:

  • sospendere aste giudiziarie già fissate;
  • bloccare pignoramenti;
  • ottenere piani sostenibili;
  • ridurre significativamente l’esposizione debitoria;
  • consentire ai clienti di evitare la perdita dell’abitazione.

Ogni situazione richiede una strategia specifica costruita sulla reale capacità economica del debitore e sulle concrete possibilità offerte dalla normativa vigente.

 

Conclusioni

La normativa sul sovraindebitamento, nata con la Legge 3/2012 e oggi disciplinata dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, rappresenta uno strumento fondamentale per tutti coloro che si trovano schiacciati dal peso dei debiti e delle procedure esecutive.

Attraverso le procedure previste dalla legge è possibile, in molti casi, sospendere pignoramenti, bloccare aste immobiliari, ridurre i debiti e ottenere perfino la cancellazione definitiva delle somme residue.

Affrontare una situazione di crisi economica non significa aver perso ogni possibilità di ripartire. Con il supporto di professionisti esperti è possibile individuare la soluzione più adatta e costruire un percorso concreto verso il recupero della serenità economica e familiare.

Lo studio legale d’Ambrosio Borselli, specializzato esclusivamente in diritto delle esecuzioni immobiliari e difesa del debitore, assiste quotidianamente privati, famiglie e piccoli imprenditori coinvolti in situazioni di sovraindebitamento, pignoramenti e aste giudiziarie.

Se stai vivendo una situazione di difficoltà economica, se hai ricevuto atti di pignoramento o rischi di perdere la tua casa all’asta, contattaci per una consulenza personalizzata.

Analizzeremo il tuo caso con attenzione, aiutandoti a individuare tutte le possibili soluzioni per liberarti dai debiti e tornare a guardare al futuro con maggiore serenità.

Per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura dei seguenti articoli: “Sovraindebitamento: a chi rivolgersi per risolvere la crisi da debiti?”; “Sovraindebitamento: tempi e costi delle tre procedure”; “Quanto dura una procedura da sovraindebitamento?”; “Guida al nuovo sovraindebitamento: le procedure familiari”.

FAQ – Legge 3/2012 e sovraindebitamento

La Legge 3/2012 cancella i debiti?

Sì. In determinati casi è possibile ottenere l’esdebitazione totale o parziale dei debiti residui.

Si può bloccare un pignoramento con il sovraindebitamento?

Sì. L’apertura della procedura può sospendere pignoramenti e aste immobiliari.

Chi può accedere alla procedura?

Consumatori, famiglie, professionisti, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori non fallibili.

I debiti fiscali possono essere inclusi?

Sì. Anche cartelle esattoriali e debiti tributari possono essere inseriti nella procedura.

Serve il consenso delle banche?

Dipende dalla procedura utilizzata. Nella ristrutturazione dei debiti del consumatore il giudice può approvare il piano anche senza consenso dei creditori.

Avv. p. Silvia Bizzi

(collaboratrice dello studio d’Ambrosio Borselli presso la sede di Napoli)

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Per saperne di più sul pignoramento immobiliare in generale e sulle possibili opzioni a disposizione dei debitori in difficoltà per salvare il proprio immobile si legga anche  gli articoli “Opposizione all’esecuzione e tutela del diritto all’abitazione”   “Pignoramento immobiliare costi e tempi con tutte le modifiche aggiornate- Soluzioni per Salvare casa”

Per approfondire l’argomento delle opposizioni esecutive si leggano gli articoli  “Guida all’opposizione agli atti esecutivi- La sospensione del Pignoramento”Opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi: costi, tempi e forme“ o ancora  “Guida all’Opposizione a precetto: termini, competenza e forma” , “Guida all’Opposizione al pignoramento immobiliare: competenza, forma e termini della fase cautelare” 

Per approfondimenti sul decreto di fissazione udienza ex art 569 cpc, sui tempi per arrivare all’ordinanza di vendita e sui possibili controlli o contestazioni proponibili anche con opposizione ex art. 617 per impedire l’emissione dell’ordinanza, compreso un comodo modello schema dei controlli da effettuare per verificare la regolarità di tutta la procedura fino all’udienza di comparizione delle parti, si legga “Decreto di fissazione udienza ex art 569 cpc: tempi, procedura e possibili contestazioni alla vendita all’asta”

Per saperne di più sul piano e su come utilizzarlo per salvare l’immobile pignorato si legga anche  “Il piano del consumatore per bloccare il pignoramento immobiliare e salvare casa

Per approfondire le questioni relative alla continuità delle trascrizioni nel pignoramento immobiliare ed i problemi che queste possono creare quanto a ritardi e complessità nella procedura si legga “Continuità delle trascrizioni e pignoramento immobiliare”.

Per approfondimenti sulle modalità di verifica della regolarità della cessione del credito nel corso del pignoramento immobiliare, quando come spesso accade il credito è stato cartolarizzato passando dalla banca ad altri soggetti, sulle tempistiche che tali integrazioni documentali richieste al creditore possono comportare per la procedura esecutiva e per un  modello di Istanza da presentare al Ge per chiedere che venga effettuato il  controllo e le eventuali integrazioni di documenti da parte del creditore si legga “Cessione del credito: quando è regolare nel pignoramento”. , sul medesimo argomento per  approfondire la spesso confusa materia riguardante le operazioni di cartolarizzazione del credito e le ripercussioni delle stesse (che per chiarire possono portare fino alla sospensione della procedura esecutiva per difetto di rappresentanza processuale del servicer non iscritto all’albo degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB ), si legga anche “Sospensione dell’esecuzione: inosservanza dell’art. 106 TUB”

Chi stesse valutando di presentare una proposta a saldo e stralcio per definire il proprio debito derivante da un mutuo, che sia già in corso il pignoramento immobiliare, o che ancora la banca non abbia avviato la procedura, legga “Guida al saldo e stralcio del mutuo: quanto offrire e come rateizzare l’importo, con modelli di proposta e accettazione”

Per alcuni utili suggerimenti su come vendere l’immobile pignorato ad un privato  al di fuori dell’asta (in un’udienza contestuale al pagamento dei creditori e alla conseguente richiesta di estinzione della procedura esecutiva) per vendere meglio e estinguere tutti i debiti si legga “Vendere casa pignorata con contestuale estinzione della procedura esecutiva“,  tra le possibili soluzioni da non sottovalutare per salvare l’immobile anche la Conversione del pignoramento (per saperne  al riguardo di più si legga “Art 495 cpc: la conversione del pignoramento nell’esecuzione immobiliare” )

Per approfondire le tecnicalità procedurali, e cercare spunti, per chi volesse difendersi, sia in merito alle opposizioni possibili, che ai molteplici eventuali difetti della procedura, ai suoi profili critici ed alle modalità di contestarli efficacemente, e soprattutto per analizzare  ogni soluzione alternativa possibile alla svendita del bene all’asta, si consiglia anche la lettura dell’ultima versione del “Manuale completo sulla difesa dal pignoramento immobiliare: Criticità della procedura e possibili soluzioni”.   pubblicazione presentata nel dettaglio, completa di indice integrale ed introduzione del libro in formato pdf, che potranno essere lette cliccando sulla pagina  del sito “Il Manuale“ ed acquistabile anche su Amazon direttamente dalla pagina di presentazione predetta,  manuale che, si ricordi, per quanto approfondito ed esaustivo non potrà mai sostituire una adeguata difesa tecnica da parte di un avvocato specializzato in una materia tanto complessa.

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Per verificare la concreta possibilità  con una adeguata difesa specialistica di ottenere la  revoca dell’aggiudicazione già compiuta per la  difformità tra l’ordinanza e l’avviso di vendita con relativo provvedimento di revoca del Tribunale ottenuto tra i tanti dallo Studio d’Ambrosio Borselli si legga “Revocata aggiudicazione per difformità tra ordinanza e avviso di vendita”

Per verificare inoltre come si possa effettivamente ottenere, con la giusta difesa tecnica,   persino l’annullamento del decreto di trasferimento (ennesimo, tra i tanti provvedimento conseguito dallo Studio d’Ambrosio Borselli) e dei motivi di opposizione al decreto di trasferimento che hanno portato a un tale eccezionale risultato si legga “617 cpc: Ottenuto l’annullamento del decreto di trasferimento”

Per prendere visione dell’ennesima revoca di una ordinanza di vendita già pronunciata, ottenuta  dallo Studio d’Ambrosio Borselli anche su un Tribunale importante come quello di Milano si legga “Revocata ordinanza di vendita per il mancato deposito della nota di trascrizione”

Per il modello fac simile di un reclamo ex art 591 ter che ha consentito allo Studio di ottenere la revoca dell’asta a due giorni dalla vendita presso il Tribunale di Como a causa di alcune irregolarità nell’avviso di vendita si legga “Modello di reclamo art 591 ter accolto: asta revocata”

Per maggiori  approfondimenti in materia di sospensione o annullamento di aste e avvisi di vendita per vizi della procedura si legga l’articolo Guida alla sospensione delle aste giudiziarie prima casa ed  i provvedimenti allegati, tutti conseguiti dallo studio associato d’Ambrosio Borselli a bloccare le relative procedure.

Per gli spunti e le novità interpretative dati dal Tribunale di Como che ha sospeso l’ennesimo pignoramento immobiliare a seguito di un piano del consumatore (ora “accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore) proposto dallo Studio legale d’Ambrosio Borselli si legga “Tribunale di Como blocca il pignoramento con la legge 3/2012″

Per scoprire come con un piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (ex piano del consumatore) si sia riusciti a salvare la casa del debitore dall’asta si legga “Sovraindebitamento e pignoramento immobiliare: salva la casa all’asta“

Per comprendere quanto sia importante, nei frequentissimi casi di cessione del credito, verificare che il creditore abbia depositato la corposa documentazione attestante l’avvenuta cessione, e come si sia riusciti ad ottenere in mancanza di questa, con apposita opposizione ex art 615 cpc, la sospensione della procedura si legga “Bloccato pignoramento per carenza di legittimazione”

Per approfondire come gli errori contenuti nell’avviso di vendita (determinante è una approfondita analisi dell’avviso, in comparazione con l’ordinanza, e la perfetta conoscenza delle norme e delle prassi dei vari tribunali in tal senso) ci abbiano consentito di ottenere l’ennesima revoca del decreto di trasferimento si legga “Revocato decreto di trasferimento per vizi della vendita”

Per l’ennesima sospensione di una procedura esecutiva immobiliare ottenuta, peraltro, a pochissime ore dalla celebrazione dell’asta stessa, grazie all’ammissione dell’ennesima proposta di ristrutturazione dei debiti del consumatore portata  con soddisfazione a compimento dallo Studio d’Ambrosio Borselli si legga “Bloccato pignoramento con ammissione piano del consumatore”

Ritornando alle irregolarità degli avvisi di vendita ed al loro strumento tipico di contestazione ( il ricorso ex art 591 ter cpc) che ne consente se ben motivato la revoca si legga “Revocata vendita all’asta per assenza di foto degli interni” che tratta con dovizia di particolari un caso in cui il Tribunale di Pescara ha  revocato l’esperimento di vendita per violazione, da parte del delegato, degli oneri pubblicitari prescritti nell’apposita ordinanza.

Lo Studio Legale Associato d’Ambrosio Borselli assiste da oltre un secolo i clienti nelle controversie immobiliari e nelle procedure esecutive, con sedi a Napoli, Milano, Roma e Brescia e operatività su tutto il territorio nazionale.

Avv. Edgardo Diomede d’Ambrosio Borselli

Iscritto “all’Albo Avvocati di Napoli”

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